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Devitalizzazione dentaria

09-05-2018

Devitalizzazione dentaria

A cura del dott. Maurizio Vono    

DI COSA SI TRATTA…
  Quando il dente viene colpito da una carie profonda a da un’infezione delle radici (per esempio una pulpite o un ascesso dentale o un granuloma), l’unica terapia possibile per salvarlo ed evitarne l’estrazione è la devitalizzazione, altrimenti detta terapia canalare o terapia endodontica.   In termini spiccioli, la terapia canalare è un trattamento odontoiatrico “di routine” che consiste nel rimuovere la polpa dentaria malata, costituita dal nervo e dai vasi sanguigni, presente all’interno dei denti: dopo aver aperto un accesso attraverso la parte masticante del dente vengono allargati e detersi i canali delle radici e si procede al loro riempimento con un materiale apposito chiamato guttaperca. Il trattamento endodontico deve essere seguito da una adeguata ricostruzione del dente, in quanto la carie pre-esistente e la terapia che ne consegue alterano la resistenza strutturale del dente.    

QUALI SONO LE INDICAZIONI???
La devitalizzazione si rende necessaria quando la polpa del dente è infiammata o infetta per un danno provocato da una carie profonda, dall’esito di interventi sul dente, o da un trauma (grave e improvviso o più leggero ma ripetuto) che ha provocato frattura o scheggiatura o incrinatura profonda. I principali motivi che portano l’odontoitra a devitalizzare un dente sono:

  • PULPITE IRREVERSIBILEà La pulpite si sviluppa quando i batteri provenienti da una carie del dente raggiungono la polpa, anche nota come nervo del dente. La pulpite diventa “irreversibile” quando l’infiammazione è avanzata e provoca un rigonfiamento della polpa dentaria con conseguente ostruzione alla circolazione sanguigna all’interno del dente stesso. Come ogni tessuto che si infiamma, anche la polpa del dente si gonfia, però la differenza sta nel fatto che il tessuto pulpare si trova all’interno di una camera inestensibile (rappresentata dalle pareti del dente). Ciò ha come conseguenza la comparsa di un forte dolore per il paziente e soprattutto una ostruzione della circolazione sanguigna dentaria, con conseguente necrosi pulpare.   
  • NECROSI DENTARIAà Un dente necrotico è un dente “morto”, ossia un dente la cui polpa dentaria è andata incontro a un processo degenerativo sino alla sua scomparsa. Il dente necrotico non provoca dolore al paziente, in quanto il suo nervo è appunto “morto” (poichè degenerato): il principale segno della necrosi è il cambiamento della colorazione del dente, il quale diventa più scuro. La necrosi dentaria può essere la conseguenza di varie cause tra le quali:  -   Carie dentaria profonda, che ha provocato in precedenza pulpite irreversibile, degenerata in necrosi. -     Trauma dentario, come ad esempio una frattura/incrinatura dentaria che coinvolge il tessuto pulpare.   
  • ASCESSO PERIAPICALE, GRANULOMA, CISTI RADICOLAREà Quando il dente necrotico non viene adeguatamente trattato mediante una corretta terapia endodontica, può determinare lo sviluppo di una patologia a carico dell’osso presente attorno all’apice radicolare del dente stesso. Infatti nel dente necrotico, lo spazio che in precedenza veniva occupato dalla polpa dentaria viene occupato dai batteri, i quali in particolari condizioni favorenti possono diffondersi verso l’apice della radice e provocare una infezione a carico dell’osso periapicale. Tale infezione può manifestarsi in varie forme, quali:   ·         Granuloma periapicale ·         Cisti radicolare ·         Ascesso periapicale                             
  COME SI SVOLGE UNA DEVITALIZZAZIONE? Tecnicamente la cura canalare prevede le seguenti fasi:
  • 1)     APERTURA DELLA CAMERA PULPAREà Si crea una cavità di accesso alla polpa del dente in modo da poterla scoprire, visualizzare e trattare correttamente. L’apertura della camera pulpare permette all’odontoiatra di accedere direttamente agli imbocchi dei canali radicolari e quindi di poter procedere alla pulizia e rimozione della polpa dentaria infiammata.     
  • 2)    PULPECTOMIA E DETERSIONE DEI CANALIà Sia la camera pulpare sia i canali radicolari vengono completamente svuotati dal loro contenuto facendo utilizzo di specifici strumenti e di irriganti disinfettanti che decontaminano il dente e rimuovono i residui di polpa malata.       
  • 3)    ALLARGAMENTO E SAGOMATURA DEI CANALIà Una volta svuotati completamente dal tessuto pulpare infiammato, i canali radicolari vengono sagomati e allargati facendo utilizzo di specifici strumenti rotanti con diametro crescente. L’allargamento permette di creare un corretto spazio nel quale verranno inseriti nuovamente gli irriganti disinfettanti e verrà inserito il materiale da otturazione canalare definitivo.            
  •   4)    DISINFEZIONE, ASCIUGATURA E OTTURAZIONE DEI CANALIà I canali sagomati vengono ulteriormente disinfettati mediante delle sostanze irriganti contenenti ipoclorito di sodio e EDTA, in modo da rimuovere tutti i detriti residui presenti ancora nel dente. Successivamente si passa all’ asciugatura e all’otturazione dei canali stessi utilizzando un materiale specifico di origine naturale, la guttaperca. L’otturazione viene svolta con appositi dispositivi che permettono di sigillare tridimensionalmente lo spazio canalare ed evitare future infiltrazioni batteriche.               

COSA CI SI ASPETTA DALLA TERAPIA ENDODONTICA???
L’obiettivo che si persegue con la terapia endodontica è quello di curare e mantenere il dente nella bocca del paziente, senza doverlo estrarre e sostituire con un impianto. Eseguendo una corretta devitalizzazione, il dente trattato non sarà più un serbatoio infettivo e, dopo un’adeguata ricostruzione della corona, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente integro. La percentuale di successo di una cura canalare corretta è, in condizioni normali, elevatissima, superiore al 90%. Nell’immagine qui sotto possiamo osservare come, a seguito di una corretta cura endodontica, si è verificata la guarigione delle infezioni presenti a carico dei tessuti periapicali delle 2 radici di questo molare.                
La percentuale di successo diminuisce solo nei casi di ritrattamento endodontico, quando cioè è necessario ripetere la procedura di devitalizzazione per un insuccesso precedente (errori d’esecuzione, complessità anatomiche, difficoltà obiettive).  

QUALI SONO LE TEMPISTICHE PER SVOLGERE UNA DEVITALIZZAZIONE? I tempi necessari per svolgere una devitalizzazione sono molto inferiori rispetto al passato, grazie soprattutto al fatto che oggi disponiamo di strumenti molto più sofisticati, precisi e maneggevoli. Possiamo dire che la difficoltà di una cura canalare e quindi anche la tempistica di sua attuazione dipende essenzialmente da alcuni fattori:
  • Numero di radici e canalià Maggiore è il numero di radici e quindi canali che presenta un dente e maggiore sarà il tempo necessario per completare la cura endodontica. Generalmente gli incisivi, i canini e i premolari inferiori hanno una sola radice e quindi 1 solo canale, mentre i premolari superiori (soprattutto il primo premolare superiore) presentano 2 canali e i molari presentano generalmente 3 o 4 canali radicolari. Si evince quindi che una cura canalare di un molare richiede più tempo rispetto a quella di un incisivo o canino. 
  • Difficoltà anatomicheà In presenza radici curve e canali molto stretti la difficoltà operativa aumenta e quindi anche la tempistica operatoria Nonostante tali difficoltà, generalmente una cura endodontica al giorno d’oggi può essere completata in una singola seduta odontoiatrica.

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