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La carie dentaria

09-05-2018

La carie dentaria

A cura del dott. Maurizio Vono    

DI COSA SI TRATTA…
  La carie dentaria è una malattia cronica, degenerativa, multifattoriale dei tessuti duri del dente. In questa semplice definizione viene descritta una delle malattie più diffuse a livello mondiale.  

  • Malattia Cronica La carie, se non viene detersa, pulita e arrestata tramite un apposito trattamento, tende a progredire dalla superficie del dente verso il suo centro dove è presente la polpa dentaria, ovvero la parte “nobile” del dente che contiene le terminazioni vascolari e nervose, causando DOLORE.   
  •  Malattia Degenerativaà La carie è una malattia che provoca la progressiva degenerazione dei tessuti duri del dente: sia lo smalto che la dentina vengono progressivamente demineralizzati e decalcificati, diventando tessuti molli.   -       
  • Malattia Multifattorialeà La carie è una malattia complessa, causata da diversi fattori, che verranno analizzati successivamente.     
 Per descrivere in maniera più completa la carie, è necessario spiegare che i tessuti dei denti (smalto e dentina) sono costituiti per la maggior parte da minerali inorganici (essenzialmente idrossiapatite). Questi tessuti minerali subiscono un continuo processo di demineralizzazione e rimineralizzazione, che si verificano a seguito di variazioni del pH della saliva presente nella bocca. In condizioni fisiologiche, il processo di demineralizzazione è bilanciato dal processo di rimineralizzazione; però in determinate circostanze patologiche, il pH del cavo orale diventa particolarmente acido, favorendo il processo di demineralizzazione, determinando la dissoluzione della componente minerale dei tessuti dentali e quindi favorendo l’instaurarsi della lesione cariosa. Si può quindi affermare che il paziente con diagnosi di carie sia un paziente con uno scompenso tra il processo di demineralizzazione e rimineralizzazione dei tessuti dentari.        

QUALE E’ LA CAUSA???
  In uno studio di Steinberg et al. del 2008, la carie viene descritta come “un momento nella vita di un individuo nel quale si verifica uno squilibrio tra fattori protettivi e fattori patologici cosicchè il processo di demineralizzazione della struttura dentaria da parte di batteri acidogeni supera la capacità del paziente di remineralizzare la struttura dentaria” I fattori coinvolti nell’eziopatogenesi della carie sono:
  •  Batteri acidogeni   sono batteri in grado di fermentare gli zuccheri ingeriti con la dieta, favoriscono la carie liberando come prodotto del loro metabolismo delle sostanze acide, le quali abbassano il pH salivare e provocano la dissoluzione dei tessuti dentali. Tra i batteri più coinvolti nello sviluppo e progressione della carie troviamo lo Streptococcus Mutans e i Lactobacilli.   
  • Dieta ricca di zuccheri fermentabili  La presenza di batteri acidogeni è necessaria ma non sufficiente allo sviluppo della carie, infatti affinchè vengano prodotti gli acidi cariogeni è necessario che i batteri metabolizzino degli zuccheri semplici introdotti nel cavo orale con la dieta. Gli zuccheri più “cariogeni” sono quelli semplici ovvero i monosaccaridi e i disaccaridi, quali ad esempio il saccarosio (zucchero comune), il glucosio, il fruttosio ecc...    
  • Fattore tempo  Ovviamente affinchè i batteri assumano gli zuccheri e li fermentino rilasciando i cataboliti acidi è necessario del tempo. Per questo motivo, se ogni volta che assumessimo cibi dolci ci lavassimo anche i denti, i batteri non avrebbero il tempo materiale per assumere gli zuccheri e quindi difficilmente si svilupperebbe la carie.   
  • Suscettibilità del paziente  La suscettibilità dipende essenzialmente da: 
- Quantità e qualità della saliva. Nella saliva sono naturalmente presenti delle sostanze chimiche che fanno da tampone antagonizzando l’azione acida dei metaboliti batterici.   -  Assunzione di farmacià Alcuni farmaci riducono il flusso salivare (iposcialia) e alterano la qualità della saliva, di conseguenza possono esporre il soggetto a un maggior rischio di carie. Questi farmaci comprendono alcuni antidepressivi, antipsicotici, diuretici, antipertensivi, antistaminici e analgesici oppiacei.  
- Malattie sistemicheà Tutte le patologie che inducono iposcialia ovvero una ridotta produzione di saliva aumentano il rischio di carie. Alcune di queste sono il diabete, la sindrome di Sjogren, le malattie delle ghiandole salivari ecc...    

COME SI VERIFICA?
  Per spiegare in parole semplici come si origina la carie dobbiamo immaginare il dente come un grosso minerale il quale non è inerte e statico, ma in continua modifica a seguito di un processo di demineralizzazione e rimienralizzazione, che dipendono dalle oscillazioni del pH del liquido all’interno del quale questo è inserito: si definisce pH CRITICO (pH =5,5), il valore di pH al di sotto del quale si verifica la dissoluzione e la demineralizzazione del dente. Al contrario, al di sopra di tale valore di pH il dente va incontro alla remineralizzazione. A livello macroscopico noi non ci accorgiamo di tutti questi cambiamenti, però a livello microscopico e molecolare è presente un delicatissimo equilibrio che regola la struttura di ciascun dente! Quando questo equilibrio viene a rompersi a seguito dell’eccessiva produzione di acidi batterici o a seguito di una ridotta quantità di saliva che serve a tamponare l’acido, si verifica che il processo di demineralizzazione prevale su quello di remineralizzazione e si forma la carie.      

La carie origina quindi da uno scompenso dei normali processi di demineralizzazione e remineralizzazione del dente.
A seguito dell’ingestione di cibi o bevande contenenti zuccheri semplici, il biofilm batterico presente normalmente sulla superficie dei denti si nutre e produce degli acidi organici, i quali vengono rilasciati all’esterno e determinano un abbassamento del pH. All’inizio questo abbassamento del pH viene tamponato e bilanciato da sostanze basiche presenti nella saliva, ma quando la quantità di acidi supera la quantità di sostanze tampone, il processo di demineralizzazione prende il sopravvento e si verifica la carie.      

QUALI SONO I SEGNI E I SINTOMI?
La carie in fase iniziale, quando è ancora di lieve entità e non è molto estesa, è solitamente ASINTOMATICA e quindi non dà campanelli di allarme al paziente. Solitamente quando compaioni i sintomi, la carie è già in fase abbastanza avanzata e si è già avvicinata alla polpa del dente. I principali sintomi indicatori della possibile presenza di carie sono i seguenti:
  • Cambiamento di colore e consistenza dei dentià quando si demineralizza il dente cambia di colorazione e di consistenza; tende a diventare più ruvido, opaco e scuro.
  • Dolore e sensibilità dentaria in seguito all’assunzione di bevande o cibi freddi o dolci. 
  • Alito cattivo   
Se la carie non viene diagnosticata, non viene trattata precocemente e viene trascurata è possibile che si instaurino alcune COMPLICANZE, dovute al fatto che il processo carioso continua a estendersi sempre più: 
  • Infiammazione della papilla gengivale interdentale  Quando la carie ha completamente eroso il punto di contatto interdentale, durante la masticazione il cibo si infila tra i denti provocando una forte infiammazione della papilla gengivale .   ü  
  • Pulpite  Quando i batteri cariogeni raggiungono la polpa del dente, questi infettano il tessuto nervoso e vascolare dentario dando origine alla pulpite, la quale si manifesta con forte dolore esacerbato dal caldo e dalla masticazione, che solitamente induce il paziente a rivolgersi dal dentista e che necessita la devitalizzazione.    
  • Periodontite periapicale con granulona periapicale o ascesso periapicale  Se anche la pulpite viene trascurata, nel corso dei giorni, la polpa dentaria viene disgregata dai batteri e il dente va incontro a necrosi (la sintomatologia si allevia). Il dente in necrosi è un dente “morto”, che contiene al suo interno una elevata carica batterica, la quale progredisce lungo tutta la radice sino ad arrivare a livello dell’osso circostante all’apice della radice dentaria, provocando la periodontite periapicale. A questo livello i batteri si scontrano con le cellule del sistema immunitario presenti normalmente nel sangue e si possono verificare 2 cose: 
-       Formazione di un granuloma periapicaleà Nel caso in cui le cellule del sistema immunitario del paziente riuscissero a tenere a bada l’infezione batterica si instaurerebbe un granuloma periapicale, ovvero una infezione circoscritta attorno all’apice della radice del dente.
-       Formazione di un ascesso pariapicaleà Nel caso in cui i batteri prendessero il sopravvento sulle difese dell’ospite, si verrebbe a creare un ascesso, con conseguente forte dolore, gonfiore, febbre e malessere per il paziente.  

COME PREVENIRE LA CARIE?
Solo conoscendo a fondo i meccanismi alla base della formazione della carie è possibile impostare delle corrette strategie preventive atte ad evitare la sua insorgenza. Tra le principali armi di difesa contro la carie possiamo annoverare:
  • Corretta igiene orale domiciliareà Un corretto spazzolamento dei denti associato all’uso rigoroso del filo interdentale e/o degli scovolini interdentali, risulta fondamentale per 2 motivi: -       Permette l’eliminazione della placca batterica dalle superfici dentalià Se i batteri vengono rimossi, questi non produrranno acidi e quindi non si formerà la carie. -       Determina la rimozione degli zuccheri semplici dalle superfici dentaliàSe si spazzolassero i denti ogni volta che vengono introdotti cibi o bevande contenenti zuccheri semplici, si eviterebbe il contatto di questi con i batteri. L’igiene orale domiciliare eseguita correttamente e almeno ogni 8 ore (3 volte al giorno) risulta essere importante al fine di prevenire la carie.   
  • Regolarità nell’igiene orale professionaleà Periodicamente è necessario recarsi da un odontoiatra o un igienista dentale per eseguire una seduta di igiene orale professionale al fine di rimuovere il tartaro che si accumula sulle superfici dentali ed eventualmente eseguire una applicazione topica di pasta fluorata. Il periodo che intercorre tra 2 sedute di igiene orale è generalmente di 4/6 mesi, però questo cambia molto a seconda del paziente, dalla propensione alla sviluppo di carie e dallo stato parodontale degli elementi dentari.   
  • Adeguare la dieta àNei soggetti particolarmente cario-ricettivi è importante adeguare la dieta, evitando il più possibile cibi e bevande contenenti zuccheri semplici, come le bibite gassate, i dolciumi, i gelati ecc...   
  • Utilizzo di presidi al fluoro   
  
COME CURARE LA CARIE?   Una carie già formata può essere curata esclusivamente dal dentista. Il trattamento d’elezione è l’otturazione, procedura mediante la quale il dentista rimuove la parte malata del dente e, dopo un’accurata disinfezione, provvede a riempire la cavità con materiali specifici, che possono essere resine composite oppure amalgame. L’otturazione è molto utile a bloccare il processo cariogeno, prevenire la progressione della carie e attenuare il mal di denti. In presenza di una carie in stadio avanzato l’otturazione può non bastare, per cui si ricorre a una devitalizzazione, che serve a eliminare la polpa dentale infiammata o necrotica, ormai compromessa dal processo infettivo. L’ultima strategia terapeutica è l’estrazione del dente, che però è riservata ai casi di estrema gravità, quando il dente è talmente compromesso da non poter essere in alcun modo recuperato.

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